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La mano: impatto dell’uomo sul territorio dell’Appennino

 

L’immagine degli alberi, perlopiù privati delle proprie foglie dall’inverno, accompagna il mio viaggio. E’ già mattina, le sette passate, il buio ed una densa nebbia permettono di vedere soltanto pochi particolari della strada che collega Firenze a Bologna. A momenti, interrompono il buiore alcuni cartelli stradali illuminati, tra le poche fonti di luce su questo tratto di autostrada.
Comincia ad albeggiare e la luce attesa svela gli elementi caratteristici del paesaggio urbano, incastonati tra quegli stessi alberi, che facendosi progressivamente più radi lasciano il proprio spazio a piccoli agglomerati di case, fabbriche da cui fuoriesce costantemente del fumo e imponenti ponti autostradali. Un paesaggio che si mostra poco uniforme, mescolando il naturale verde bruno a colori estranei, artificiali.

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Bosnia-Erzegovina, dove l’Europa è un po’ meno europea

 

E’ un viaggio particolare quello che si ritrova a fare colui che decide di percorrere le strade della Bosnia-Erzegovina. Tra le sue colline verdi scure, dominate da distese di foreste interrotte qua e là da qualche paesello e da ben poche città, man mano che ci si addentra verso l’interno del suo territorio si scopre lentamente un orizzonte nuovo ed inaspettato. Ti avvolge una sensazione strana pensando di trovarsi sempre in Europa, perchè i mille contrasti che abitano e convivono in questo Paese fanno sì che esso appaia come un contesto del tutto differente da quello europeo. O perlomeno diverso da quello a cui siamo abituati pensando al Vecchio Continente. Sono diversi i costumi, sono diversi i volti ed è diversa persino la religione.

La città vecchia – Travnik, Bosnia-Erzegovina

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Indocina, una vita su due ruote

E’ un “mondo” strano quello dell’Indocina visto dagli occhi di un Occidentale. Sono tante le cose che funzionano diversamente: diversa è la cultura, diversa è la religione, diversa è la mentalità, diverse sono le abitudini così come diversi sono i ritmi e gli stili di vita. Le condizioni economiche sono assai lontane da quelle europee o nordamericane, elemento che inevitabilmente determina e non poco tanti aspetti sociali e della vita quotidiana. A differenza del “nostro mondo”, ad esempio, la maggior parte della forza lavoro è impiegata nel settore primario, il che significa che l’agricoltura e l’artigianato costituiscono il fulcro della vita economica e sociale di questi Paesi. Inutile dire che, per quanto alcuni di questi Stati (principalmente Vietnam e Thailandia) stiano registrando tassi di crescita economica elevati negli ultimi anni, si tratta di Paesi in via di sviluppo e, quindi, ancora economicamente indietro ed in difficoltà generale. Ciò comporta una vita più semplice, meno agiata rispetto a quella occidentale, con meno strumenti a disposizione. Si è costretti ad arrangiarsi come meglio si può, un po’ in tutte le cose.

L’automobile, ad esempio, è un bene di lusso e così il mezzo di trasporto vitale per queste popolazioni diventa le due ruote. Che sia in motorino o in bicicletta, è principalmente su due ruote che le persone si spostano e svolgono le proprie attività quotidiane, dall’andare a scuola all’andare a lavoro, dal trasportare oggetti fino a interi capi di bestiame da portare al mercato per essere rivenduti. Sulle due ruote si fa tutto, letteralmente. Dalla nascita fino alla vecchiaia. Cose impensabili per noi, che siamo abituati ad utilizzare il motorino per comodità nelle grandi città a causa del traffico e che siamo abituati a vedere tante auto in movimento con all’interno una sola persona, il guidatore. Qui intere famiglie, invece, si muovono sui motorini, in tre o addirittura in quattro. Si ottimizzano gli spostamenti in modo che l’intera famiglia possa usufruire di questo prezioso mezzo. Ed è così che si può vedere di tutto, girovagando per le strade del Vietnam e della Cambogia. Cose che non possono non colpire in quanto raccontano tanto dello stile di vita delle persone in questi Paesi.

 

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Lorenzo Berti

La mia ombra in Sud America

Decidiamo di partire quattro mesi zaino in spalla e macchina fotografica alla mano dall’altra parte del mondo, più precisamente in Sud America.  Partendo da Rio de Janeiro, toccando la Terra del Fuoco, scambiando due chiacchiere con una cholita in Bolivia, fino a costeggiare i fiumi dell’amazzonia peruviana. Un susseguirsi di città, paesi, colori, profumi e gente, ogni giorno qualcosa dietro l’angolo ci aspettava per stupirci. Da buona viaggiatrice incallita, per rendere meno triste il rientro in Italia e far si che in qualche modo quel viaggio non terminasse completamente, ho deciso di lasciarci la mia ombra.  Mi piace pensarla come un viaggiatore silenzioso, che è ancora lì ad osservare attonito le meraviglie dell’America Latina.

E voi dove lascereste la vostra ombra?!

Alice Crescioli

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Isola smeraldo

Un itinerario lungo dieci giorni tra le meraviglie dell’Irlanda

L’Irlanda è la meta ideale per un viaggio in macchina da fare con calma; concedendosi frequenti soste, tra una Guinness
e l’altra, ci si gode di più la pace delle strade semi deserte, dei suoi angoli più nascosti e dei suoi colori più vivi.
Accompagnati in sottofondo da una tipica musica celtica, si parte alla scoperta di panorami da cartolina, dei suoi castelli
abbandonati e delle sue graziose città, fatte di vicoli grigi e casette colorate. I suoi paesaggi, composti da prati
verdissimi e nuvole gonfie di pioggia, rimangono impressi nella mente come fotografie che non si scoloreranno mai
Isabella Pugliese
Lorenzo Berti
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1 Maggio, ai lavoratori di tutto il mondo

Il 1 Maggio è una data simbolo. E’ una di quelle date capace di accomunare tutto il mondo, incentrata su uno dei temi vitali della storia umana: il lavoro. Quale che sia l’epoca in cui si vive, la cultura che si è ricevuto o il Paese che ci ha reso individui in una società, il lavoro è sempre stato e sempre sarà una componente imprescindibile dell’uomo. Un qualcosa per cui donne e uomini di tutto il mondo hanno dovuto lottare per garantire che fosse un diritto e non un sopruso. E’ proprio per questa lotta che ogni anno il 1 Maggio si celebra la festa dei lavoratori, in onore di quei morti che nel lontano 1886, a Chicago, subirono la repressione della polizia. In onore di quei lavoratori che lottarono e persero la vita per garantire un futuro migliore ai lavoratori che sarebbero venuti dopo di loro.

Ai lavoratori di oggi, in ogni parte del mondo.

Crocevia

La bussola punta a Nord-Est: attraverso i Paesi Baltici

Questo viaggio risale a cinque anni fa, per la precisione all’aprile del 2012. Per entrambi era la prima volta che facevamo un viaggio in cui non saremmo rimasti sempre nel solito posto, ma al contrario in cui avremmo toccato città e addirittura Stati diversi. L’idea di doverci spostare, prendere i nostri zaini ed un mezzo di trasporto per riuscirne diverse ore dopo dovendo raggiungere un nuovo ostello ci riempiva di stimoli che giungevano a noi all’idea di nutrirci di nuove immagini e nuovi posti da scoprire.
Nonostante si tratti sempre di Paesi all’interno del continente europeo, con tutto ciò che ne consegue, abbiamo notato molte differenze rispetto all’ambiente in cui viviamo. La storia di questi popoli, rimasti quasi sempre in disparte come in tutti i Paesi nordici, ed il clima rigido hanno fatto sì che la loro identità assumesse caratteristiche introverse, maturando uno stile di vita riservato che si riflette nell’atmosfera che si respira. Allo stesso tempo abbiamo potuto apprezzare una certa vivacità nell’architettura e nei colori delle città, con case dalle facciate variopinte, lontane dallo stile minimale e spento dell’edilizia sovietica che accomuna l’Europa orientale. Siamo lontani anche dal caos, dallo smog e da quello stress tipico come conseguenza della frenesia metropolitana.
Ciò che ne è venuto fuori è stato un percorso lungo il quale abbiamo visto quattro diversi Paesi, con città cupe ma affascinanti, con paesaggi innevati dove la natura diventa la protagonista della scena e con volti dai tratti duri come il freddo che avvolge queste terre.

Lorenzo Berti,  Alice Crescioli

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Sulla strada per la Transilvania

Cosa fai quando scopri all’improvviso di avere le ferie e poco tempo per organizzarle? Trovi al volo un fedele compagno di viaggio, vai su skyscanner e clicchi sull’opzione tutto il mondo. Dopo un’accurata comparazione tra prezzi e paesi, ti ritrovi su un aereo diretto a Bucarest, Romania. Senza avere la minima idea di come andrà a finire. Noleggiare una macchina senza carta di credito non è affatto facile come pensavamo, per riuscirci spendiamo la maggior parte dei nostri soldi e ci bloccano l’unica carta di debito che abbiamo, ma va bene così. Da qui comincia il nostro viaggio on the road da Bucarest fino alle terre del temibile conte Dracula, attraversando la tortuosa Transfagarasan, passando per Braşov, Sighişoara e i più sperduti villaggi della Romania, sulla strada per la Transilvania…

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Jacopo Passavanti, Alice Crescioli

Oltre Gerusalemme, al margine di Betlemme

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Paola Di Carlo

Uno sguardo su Stoccolma

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Jacopo Passavanti