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Matadero

Da mattatoio a spazio culturale: Matadero Madrid è diventato il principale epicentro artistico della capitale spagnola. Dopo quasi sei decenni di attività, il vecchio mattatoio cittadino è stato trasformato in un grande laboratorio di sperimentazione artistica interdisciplinare, mantenendo un legame autentico con la città. Il Matadero adotta una prospettiva di ibridazione costante, dove tutte le forme di espressione artistica trovano spazio: dalle arti sceniche a quelle visuali, il disegno, la musica e la danza, così come l’architettura e l’urbanistica.
Il progetto di riqualificazione degli spazi industriali è stato possibile tramite la collaborazione tra le istituzioni della capitale e i principali attori del settore culturale madrileno.

La Mappa del Matadero

L’apertura al pubblico nel 2007 ha segnato il punto di svolta della storia del complesso. Storia che inizia quasi un secolo prima, nel 1911, quando cominciarono i lavori sulla base del progetto dell’architetto Luis Bellido. Fu individuata come posizione ideale la Dehesa de Arganzuela, un’area precedentemente utilizzata per i pascoli, sulle rive del fiume Manzanares nella parte sud di Madrid. Oggi il complesso conta 48 edifici che coprono un totale di 165.415 metri quadri, allora dedicati alle attività del mattatoio industriale e del mercato di bestiame, prevedevano anche alloggi per il personale, una cappella e un proprio sistema ferroviario.

Il progressivo ampliamento del numero di strutture del mattatoio seguiva il passo di quello del resto della capitale, che inglobava ormai totalmente la Dehesa: sull’ultimo terreno libero di quest’ultima, intanto, venne inaugurato il 23 aprile del 1935 il Mercato Centrale della Frutta e degli Ortaggi.

La riconversione dell’inizio di questo secolo non è stata la prima a cui gli spazi del mattatoio furono soggetti. Considerata infatti la vicinanza alla linea del fronte, durante la difesa di Madrid nel 1936 alcune degli edifici furono usati per scopi militari, come deposito per le munizioni.

Tra gli anni ‘70 e i ‘90 cominciarono i primi interventi per destinare a nuovi usi alcuni degli spazi: l’edificio che ospitava l’amministrazione del vecchio mattatoio – Casa del Reloj – divenne la sede della Giunta Municipale di Arganzuela, mentre le vecchie stalle per il bestiame divennero sede del Ballet Nacional de España e della Compañía Nacional de Danza.
Nel 1996 è stata sancita la definitiva chiusura dello spazio dedicato al macello.
Il Matadero oggi è uno spazio dedicato allo scambio di idee sulla cultura e la società contemporanea e che favorisce l’incontro e il dialogo.

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Paola Di Carlo
Pietro Casari

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La mano: impatto dell’uomo sul territorio dell’Appennino

 

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La città vecchia – Travnik, Bosnia-Erzegovina

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