reportage

La mano: impatto dell’uomo sul territorio dell’Appennino

 

L’immagine degli alberi, perlopiù privati delle proprie foglie dall’inverno, accompagna il mio viaggio. E’ già mattina, le sette passate, il buio ed una densa nebbia permettono di vedere soltanto pochi particolari della strada che collega Firenze a Bologna. A momenti, interrompono il buiore alcuni cartelli stradali illuminati, tra le poche fonti di luce su questo tratto di autostrada.
Comincia ad albeggiare e la luce attesa svela gli elementi caratteristici del paesaggio urbano, incastonati tra quegli stessi alberi, che facendosi progressivamente più radi lasciano il proprio spazio a piccoli agglomerati di case, fabbriche da cui fuoriesce costantemente del fumo e imponenti ponti autostradali. Un paesaggio che si mostra poco uniforme, mescolando il naturale verde bruno a colori estranei, artificiali.

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Bosnia-Erzegovina, dove l’Europa è un po’ meno europea

 

E’ un viaggio particolare quello che si ritrova a fare colui che decide di percorrere le strade della Bosnia-Erzegovina. Tra le sue colline verdi scure, dominate da distese di foreste interrotte qua e là da qualche paesello e da ben poche città, man mano che ci si addentra verso l’interno del suo territorio si scopre lentamente un orizzonte nuovo ed inaspettato. Ti avvolge una sensazione strana pensando di trovarsi sempre in Europa, perchè i mille contrasti che abitano e convivono in questo Paese fanno sì che esso appaia come un contesto del tutto differente da quello europeo. O perlomeno diverso da quello a cui siamo abituati pensando al Vecchio Continente. Sono diversi i costumi, sono diversi i volti ed è diversa persino la religione.

La città vecchia – Travnik, Bosnia-Erzegovina

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