Italia

La mano: impatto dell’uomo sul territorio dell’Appennino

 

L’immagine degli alberi, perlopiù privati delle proprie foglie dall’inverno, accompagna il mio viaggio. E’ già mattina, le sette passate, il buio ed una densa nebbia permettono di vedere soltanto pochi particolari della strada che collega Firenze a Bologna. A momenti, interrompono il buiore alcuni cartelli stradali illuminati, tra le poche fonti di luce su questo tratto di autostrada.
Comincia ad albeggiare e la luce attesa svela gli elementi caratteristici del paesaggio urbano, incastonati tra quegli stessi alberi, che facendosi progressivamente più radi lasciano il proprio spazio a piccoli agglomerati di case, fabbriche da cui fuoriesce costantemente del fumo e imponenti ponti autostradali. Un paesaggio che si mostra poco uniforme, mescolando il naturale verde bruno a colori estranei, artificiali.

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Il Cammino degli Dei: Da Nettuno a Nettuno

“Quando le tue gambe sono stanche, cammina col cuore” 

Paulo Coelho

1° tappa: Bologna – Brento

Arriviamo in piazza Maggiore a Bologna, davanti alla statua del Nettuno, poco prima delle 7 di mattina, l’aria è ancora fresca e questo ci infonde buona speranza. Poco più avanti ci fermiamo a fare colazione in un bar, il barista è un simpatico uomo sulla sessantina e ci prepara un’ottima spremuta d’arancia accompagnata da due piccoli panini. Quando il nostro accento ci tradisce, entusiasta, ci racconta di alcune sue esperienze vissute nella nostra Firenze in cui due suoi fratelli avevano un negozio di alimentari. Ci indica la strada per San Luca, così paghiamo il conto, meno simpatico del barista (25 euro in tre!) e ci rimettiamo in marcia. Subito dopo Porta Saragoza inizia il lunghissimo e a tratti ripidissimo portico di San Luca che in quasi 4 km conta 15 cappelle e 666 archi. Pare che rappresenti un serpente e alla fine la chiesa della Madonna di San luca rappresenta il calcagno di quest’ultima che schiaccia la testa del serpente. Quando ho visto l’ultima scalinata ho pensato “se riesco a superare questa posso finire il cammino!”, e forse era vero.

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Eruzione di pensieri da Stromboli

Mi trovo sull’aliscafo color bianco e blu arrugginito, che da Milazzo, con sosta a Lipari, ci sta portando verso la magica Stromboli’s Island. Un burrascoso temporale in lontananza ha abbagliato le attenzioni dei turisti, mentre le mie riflessioni si immergono nello sciabordare delle onde. Siamo in terra stromboliana, nell’arcipelago delle isole Eolie. L’aliscafo emana un aspro odore salino, e inebria il mio spirito selvaggio, ora pronto all’avventura nella natura incontaminata che ci attende sull’isola. Siamo quasi arrivati, esploro con lo sguardo fuori dal finestrino e noto un piccolo isolotto inabitato con un faro sopra, è lo Strombolicchio: il primo complesso vulcanico di Stromboli.
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