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La mia ombra in Sud America

Decidiamo di partire quattro mesi zaino in spalla e macchina fotografica alla mano dall’altra parte del mondo, più precisamente in Sud America.  Partendo da Rio de Janeiro, toccando la Terra del Fuoco, scambiando due chiacchiere con una cholita in Bolivia, fino a costeggiare i fiumi dell’amazzonia peruviana. Un susseguirsi di città, paesi, colori, profumi e gente, ogni giorno qualcosa dietro l’angolo ci aspettava per stupirci. Da buona viaggiatrice incallita, per rendere meno triste il rientro in Italia e far si che in qualche modo quel viaggio non terminasse completamente, ho deciso di lasciarci la mia ombra.  Mi piace pensarla come un viaggiatore silenzioso, che è ancora lì ad osservare attonito le meraviglie dell’America Latina.

E voi dove lascereste la vostra ombra?!

Alice Crescioli

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Marocco: un viaggio all’insegna dei sensi

La scelta di partire è spesso dettata dalla costruzione mentale che una persona si crea di un certo posto. L’idea di esplorare il Marocco non si è sottratta al previo e naturale lavoro dell’immaginazione che tuttavia rimane relegata nei confini dell’immaginabile. Percorrere i paesaggi e le città di questo Paese ha scardinato qualsiasi tipo di aspettativa o previsione proiettandoci invece attraverso una sensazione di meraviglia permanente accompagnata da bagliori di quell’esaltante senso di inavvertibilità del reale. Questo contrasto di sensazioni ci avrebbero guidati per tutta la durata del viaggio.

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La bussola punta a Nord-Est: attraverso i Paesi Baltici

Questo viaggio risale a cinque anni fa, per la precisione all’aprile del 2012. Per entrambi era la prima volta che facevamo un viaggio in cui non saremmo rimasti sempre nel solito posto, ma al contrario in cui avremmo toccato città e addirittura Stati diversi. L’idea di doverci spostare, prendere i nostri zaini ed un mezzo di trasporto per riuscirne diverse ore dopo dovendo raggiungere un nuovo ostello ci riempiva di stimoli che giungevano a noi all’idea di nutrirci di nuove immagini e nuovi posti da scoprire.
Nonostante si tratti sempre di Paesi all’interno del continente europeo, con tutto ciò che ne consegue, abbiamo notato molte differenze rispetto all’ambiente in cui viviamo. La storia di questi popoli, rimasti quasi sempre in disparte come in tutti i Paesi nordici, ed il clima rigido hanno fatto sì che la loro identità assumesse caratteristiche introverse, maturando uno stile di vita riservato che si riflette nell’atmosfera che si respira. Allo stesso tempo abbiamo potuto apprezzare una certa vivacità nell’architettura e nei colori delle città, con case dalle facciate variopinte, lontane dallo stile minimale e spento dell’edilizia sovietica che accomuna l’Europa orientale. Siamo lontani anche dal caos, dallo smog e da quello stress tipico come conseguenza della frenesia metropolitana.
Ciò che ne è venuto fuori è stato un percorso lungo il quale abbiamo visto quattro diversi Paesi, con città cupe ma affascinanti, con paesaggi innevati dove la natura diventa la protagonista della scena e con volti dai tratti duri come il freddo che avvolge queste terre.

Lorenzo Berti,  Alice Crescioli

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Sulla strada per la Transilvania

Cosa fai quando scopri all’improvviso di avere le ferie e poco tempo per organizzarle? Trovi al volo un fedele compagno di viaggio, vai su skyscanner e clicchi sull’opzione tutto il mondo. Dopo un’accurata comparazione tra prezzi e paesi, ti ritrovi su un aereo diretto a Bucarest, Romania. Senza avere la minima idea di come andrà a finire. Noleggiare una macchina senza carta di credito non è affatto facile come pensavamo, per riuscirci spendiamo la maggior parte dei nostri soldi e ci bloccano l’unica carta di debito che abbiamo, ma va bene così. Da qui comincia il nostro viaggio on the road da Bucarest fino alle terre del temibile conte Dracula, attraversando la tortuosa Transfagarasan, passando per Braşov, Sighişoara e i più sperduti villaggi della Romania, sulla strada per la Transilvania…

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Jacopo Passavanti, Alice Crescioli

Oltre Gerusalemme, al margine di Betlemme

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Paola Di Carlo

Uno sguardo su Stoccolma

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Jacopo Passavanti