Crocevia

Patagonia e Islanda: dove il Nord si confonde con il Sud

-54° 48′ 0 Sud e 64° 8′ 7 Nord. Sono queste le latitudini di Ushuaia e Reykjavik. Patagonia e Islanda sono due microcosmi che hanno molto in comune, pur essendo due mondi molto distanti geograficamente. Sono due terre emerse assai vicino ai due poli opposti del pianeta: su un atlante si tratta di pochi centimetri per entrambe dal Polo Sud e dal Polo Nord. Così lontane ma così vicine.

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Matadero

Da mattatoio a spazio culturale: Matadero Madrid è diventato il principale epicentro artistico della capitale spagnola. Dopo quasi sei decenni di attività, il vecchio mattatoio cittadino è stato trasformato in un grande laboratorio di sperimentazione artistica interdisciplinare, mantenendo un legame autentico con la città. Il Matadero adotta una prospettiva di ibridazione costante, dove tutte le forme di espressione artistica trovano spazio: dalle arti sceniche a quelle visuali, il disegno, la musica e la danza, così come l’architettura e l’urbanistica.
Il progetto di riqualificazione degli spazi industriali è stato possibile tramite la collaborazione tra le istituzioni della capitale e i principali attori del settore culturale madrileno.

La Mappa del Matadero

L’apertura al pubblico nel 2007 ha segnato il punto di svolta della storia del complesso. Storia che inizia quasi un secolo prima, nel 1911, quando cominciarono i lavori sulla base del progetto dell’architetto Luis Bellido. Fu individuata come posizione ideale la Dehesa de Arganzuela, un’area precedentemente utilizzata per i pascoli, sulle rive del fiume Manzanares nella parte sud di Madrid. Oggi il complesso conta 48 edifici che coprono un totale di 165.415 metri quadri, allora dedicati alle attività del mattatoio industriale e del mercato di bestiame, prevedevano anche alloggi per il personale, una cappella e un proprio sistema ferroviario.

Il progressivo ampliamento del numero di strutture del mattatoio seguiva il passo di quello del resto della capitale, che inglobava ormai totalmente la Dehesa: sull’ultimo terreno libero di quest’ultima, intanto, venne inaugurato il 23 aprile del 1935 il Mercato Centrale della Frutta e degli Ortaggi.

La riconversione dell’inizio di questo secolo non è stata la prima a cui gli spazi del mattatoio furono soggetti. Considerata infatti la vicinanza alla linea del fronte, durante la difesa di Madrid nel 1936 alcune degli edifici furono usati per scopi militari, come deposito per le munizioni.

Tra gli anni ‘70 e i ‘90 cominciarono i primi interventi per destinare a nuovi usi alcuni degli spazi: l’edificio che ospitava l’amministrazione del vecchio mattatoio – Casa del Reloj – divenne la sede della Giunta Municipale di Arganzuela, mentre le vecchie stalle per il bestiame divennero sede del Ballet Nacional de España e della Compañía Nacional de Danza.
Nel 1996 è stata sancita la definitiva chiusura dello spazio dedicato al macello.
Il Matadero oggi è uno spazio dedicato allo scambio di idee sulla cultura e la società contemporanea e che favorisce l’incontro e il dialogo.

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Paola Di Carlo
Pietro Casari

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NDSM Wharf, l’ex area industriale riconvertita interamente all’arte

Mi lascio alle spalle il centro della città di Amsterdam per andare a visitare il quartiere alternativo di NDSM Wharf, uno dei più singolari e piacevoli, data la sua recente riqualificazione urbana. Si trova ad Amsterdam Nord in una vasta area tutta da esplorare. Negli ultimi anni da vecchia fabbrica in disuso si è trasformato in un fantastico punto di ritrovo sociale, ma soprattutto in un vero e proprio laboratorio culturale e artistico.

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Lezione gratuita di Adobe Photoshop

Crocevia propone un incontro per imparare le tecniche della post-produzione fotografica con il programma Adobe Photoshop.
La lezione è aperta a tutti e sarà gratuita, si terrà lunedì 26 Marzo dalle ore 16, presso la sala Incontri della Z.A.P. – secondo piano – in vicolo di Santa Maria Maggiore, 1 (capolinea linea bus 22).

La lezione sarà svolta dal nostro Lorenzo Berti, fotografo di professione. Durante l’incontro si partirà dalle basi del programma, non è quindi necessaria alcuna esperienza.
E’ vivamente consigliato – ma non vincolante ai fini della partecipazione – portare con sé il proprio computer e almeno due scatti in formato digitale su cui poter lavorare.

Per ulteriori informazioni o curiosità potete contattarci via mail (collettivocrocevia@gmail.com) o via messaggio tramite la nostra pagina facebook.
Vi aspettiamo!

Sobre la naturaleza

Viviamo un mondo vuoto di attenzioni rivolte alla comunità, e alla cura dell’anima
Noi siamo natura e forse ce lo siamo dimenticati. Inglobati da una società frastornante, sperimentiamo la difficoltà di far emergere socialmente i nobili valori, le nostre menti sono distratte da attenzioni superficiali rivolte principalmente a noi stessi.
L’impatto della modernità si inserisce feroce nel definire le nostre possibilità del vivere, e proprio quest’ideale urbano dominante ci cattura con continui input stimolati da strategie di coscienza di massa, e viviamo un mondo vuoto di attenzioni rivolte alla comunità, e alla cura dell’anima.

Il bus che fa girare le idee – Giardino della creatività, Arbujuelo, Spagna.

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La mano: impatto dell’uomo sul territorio dell’Appennino

 

L’immagine degli alberi, perlopiù privati delle proprie foglie dall’inverno, accompagna il mio viaggio. E’ già mattina, le sette passate, il buio ed una densa nebbia permettono di vedere soltanto pochi particolari della strada che collega Firenze a Bologna. A momenti, interrompono il buiore alcuni cartelli stradali illuminati, tra le poche fonti di luce su questo tratto di autostrada.
Comincia ad albeggiare e la luce attesa svela gli elementi caratteristici del paesaggio urbano, incastonati tra quegli stessi alberi, che facendosi progressivamente più radi lasciano il proprio spazio a piccoli agglomerati di case, fabbriche da cui fuoriesce costantemente del fumo e imponenti ponti autostradali. Un paesaggio che si mostra poco uniforme, mescolando il naturale verde bruno a colori estranei, artificiali.

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Bosnia-Erzegovina, dove l’Europa è un po’ meno europea

 

E’ un viaggio particolare quello che si ritrova a fare colui che decide di percorrere le strade della Bosnia-Erzegovina. Tra le sue colline verdi scure, dominate da distese di foreste interrotte qua e là da qualche paesello e da ben poche città, man mano che ci si addentra verso l’interno del suo territorio si scopre lentamente un orizzonte nuovo ed inaspettato. Ti avvolge una sensazione strana pensando di trovarsi sempre in Europa, perchè i mille contrasti che abitano e convivono in questo Paese fanno sì che esso appaia come un contesto del tutto differente da quello europeo. O perlomeno diverso da quello a cui siamo abituati pensando al Vecchio Continente. Sono diversi i costumi, sono diversi i volti ed è diversa persino la religione.

La città vecchia – Travnik, Bosnia-Erzegovina

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Un ponte dopo il muro

Olympus Trip 35, Berlino-2015

Ponte di collegamento tra il Marie-Elisabeth-Lüders-Haus e il Paul-Löbe-Haus, che insieme formano il complesso progettato dall’architetto tedesco Stephan Braunfels per il rinnovamento del distretto parlamentare di Berlino. La posizione del ponte ricalca quella dell’allora confine murario che  divideva l’attuale capitale tra Est e Ovest.

Pietro Casari

Il Cammino degli Dei: Da Nettuno a Nettuno

“Quando le tue gambe sono stanche, cammina col cuore” 

Paulo Coelho

1° tappa: Bologna – Brento

Arriviamo in piazza Maggiore a Bologna, davanti alla statua del Nettuno, poco prima delle 7 di mattina, l’aria è ancora fresca e questo ci infonde buona speranza. Poco più avanti ci fermiamo a fare colazione in un bar, il barista è un simpatico uomo sulla sessantina e ci prepara un’ottima spremuta d’arancia accompagnata da due piccoli panini. Quando il nostro accento ci tradisce, entusiasta, ci racconta di alcune sue esperienze vissute nella nostra Firenze in cui due suoi fratelli avevano un negozio di alimentari. Ci indica la strada per San Luca, così paghiamo il conto, meno simpatico del barista (25 euro in tre!) e ci rimettiamo in marcia. Subito dopo Porta Saragoza inizia il lunghissimo e a tratti ripidissimo portico di San Luca che in quasi 4 km conta 15 cappelle e 666 archi. Pare che rappresenti un serpente e alla fine la chiesa della Madonna di San luca rappresenta il calcagno di quest’ultima che schiaccia la testa del serpente. Quando ho visto l’ultima scalinata ho pensato “se riesco a superare questa posso finire il cammino!”, e forse era vero.

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Indocina, una vita su due ruote

E’ un “mondo” strano quello dell’Indocina visto dagli occhi di un Occidentale. Sono tante le cose che funzionano diversamente: diversa è la cultura, diversa è la religione, diversa è la mentalità, diverse sono le abitudini così come diversi sono i ritmi e gli stili di vita. Le condizioni economiche sono assai lontane da quelle europee o nordamericane, elemento che inevitabilmente determina e non poco tanti aspetti sociali e della vita quotidiana. A differenza del “nostro mondo”, ad esempio, la maggior parte della forza lavoro è impiegata nel settore primario, il che significa che l’agricoltura e l’artigianato costituiscono il fulcro della vita economica e sociale di questi Paesi. Inutile dire che, per quanto alcuni di questi Stati (principalmente Vietnam e Thailandia) stiano registrando tassi di crescita economica elevati negli ultimi anni, si tratta di Paesi in via di sviluppo e, quindi, ancora economicamente indietro ed in difficoltà generale. Ciò comporta una vita più semplice, meno agiata rispetto a quella occidentale, con meno strumenti a disposizione. Si è costretti ad arrangiarsi come meglio si può, un po’ in tutte le cose.

L’automobile, ad esempio, è un bene di lusso e così il mezzo di trasporto vitale per queste popolazioni diventa le due ruote. Che sia in motorino o in bicicletta, è principalmente su due ruote che le persone si spostano e svolgono le proprie attività quotidiane, dall’andare a scuola all’andare a lavoro, dal trasportare oggetti fino a interi capi di bestiame da portare al mercato per essere rivenduti. Sulle due ruote si fa tutto, letteralmente. Dalla nascita fino alla vecchiaia. Cose impensabili per noi, che siamo abituati ad utilizzare il motorino per comodità nelle grandi città a causa del traffico e che siamo abituati a vedere tante auto in movimento con all’interno una sola persona, il guidatore. Qui intere famiglie, invece, si muovono sui motorini, in tre o addirittura in quattro. Si ottimizzano gli spostamenti in modo che l’intera famiglia possa usufruire di questo prezioso mezzo. Ed è così che si può vedere di tutto, girovagando per le strade del Vietnam e della Cambogia. Cose che non possono non colpire in quanto raccontano tanto dello stile di vita delle persone in questi Paesi.

 

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Lorenzo Berti

Viaggiando verso la luna

20 luglio 1969 pronunciando le parole che poi divennero storia,
“questo è un piccolo passo per me ma un grande balzo per l’umanità”, il comandante Neil Armstrong divenne il primo uomo a poggiare piede sulla luna. Dopo quattro giorni di viaggio la missione Apollo 11, composta dal comandante della missione Neil Armstrong, dal pilota del modulo di comando Michael Collins e dal secondo uomo sbarcato sulla luna il pilota del modulo lunare Eagle Edwin “Buzz” Aldrin, a bordo del modulo di comando Columbia, compiva il viaggio più avventuroso e più sognato dal essere umano, il viaggio sulla luna. Continua la lettura di Viaggiando verso la luna

La mia ombra in Sud America

Decidiamo di partire quattro mesi zaino in spalla e macchina fotografica alla mano dall’altra parte del mondo, più precisamente in Sud America.  Partendo da Rio de Janeiro, toccando la Terra del Fuoco, scambiando due chiacchiere con una cholita in Bolivia, fino a costeggiare i fiumi dell’amazzonia peruviana. Un susseguirsi di città, paesi, colori, profumi e gente, ogni giorno qualcosa dietro l’angolo ci aspettava per stupirci. Da buona viaggiatrice incallita, per rendere meno triste il rientro in Italia e far si che in qualche modo quel viaggio non terminasse completamente, ho deciso di lasciarci la mia ombra.  Mi piace pensarla come un viaggiatore silenzioso, che è ancora lì ad osservare attonito le meraviglie dell’America Latina.

E voi dove lascereste la vostra ombra?!

Alice Crescioli

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Marocco: introspezione di un viaggio

La stanchezza del giorno scivola via innanzi alle meraviglie affascinanti del Marocco.  Stregata dalla naturalezza di quella caotica realtà immergo la mia incoscienza dentro nuovi orizzonti. Siamo sul tetto di un Riad a Fès,  riesco solo ad apprezzare la Medina distesa sotto i nostri occhi lucenti mentre le parole sfumano e dentro di me nascono le illusioni.  Mi sorprende la tenerezza di una carezza d’aprile in una terra lontana. Vorrei gridare di vivere intenso il tempo che scorre, rincorrere quella dolcezza senza farla mai finire.

Le bertucce della Foresta dei Cedri – Marocco

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Isola smeraldo

Un itinerario lungo dieci giorni tra le meraviglie dell’Irlanda

L’Irlanda è la meta ideale per un viaggio in macchina da fare con calma; concedendosi frequenti soste, tra una Guinness
e l’altra, ci si gode di più la pace delle strade semi deserte, dei suoi angoli più nascosti e dei suoi colori più vivi.
Accompagnati in sottofondo da una tipica musica celtica, si parte alla scoperta di panorami da cartolina, dei suoi castelli
abbandonati e delle sue graziose città, fatte di vicoli grigi e casette colorate. I suoi paesaggi, composti da prati
verdissimi e nuvole gonfie di pioggia, rimangono impressi nella mente come fotografie che non si scoloreranno mai
Isabella Pugliese
Lorenzo Berti
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1 Maggio, ai lavoratori di tutto il mondo

Il 1 Maggio è una data simbolo. E’ una di quelle date capace di accomunare tutto il mondo, incentrata su uno dei temi vitali della storia umana: il lavoro. Quale che sia l’epoca in cui si vive, la cultura che si è ricevuto o il Paese che ci ha reso individui in una società, il lavoro è sempre stato e sempre sarà una componente imprescindibile dell’uomo. Un qualcosa per cui donne e uomini di tutto il mondo hanno dovuto lottare per garantire che fosse un diritto e non un sopruso. E’ proprio per questa lotta che ogni anno il 1 Maggio si celebra la festa dei lavoratori, in onore di quei morti che nel lontano 1886, a Chicago, subirono la repressione della polizia. In onore di quei lavoratori che lottarono e persero la vita per garantire un futuro migliore ai lavoratori che sarebbero venuti dopo di loro.

Ai lavoratori di oggi, in ogni parte del mondo.

Crocevia

Sziget: the island of freedom

E’ estremamente difficile raccontare a parole cosa significhi vivere sull’isola di Obuda, a Budapest, per l’intera settimana di Ferragosto. O meglio, non è tanto difficile raccontarlo, quanto far sì che il racconto sia in grado di trasmettere le sensazioni e le emozioni che si provano in quei sette giorni di follia a chi non ha avuto la fortuna di trovarcisi. In quella settimana la capitale ungherese diventa il crocevia più grande e variegato al mondo, in cui persone provenienti letteralmente da ogni angolo del pianeta si incontrano per dar vita a quello che è sicuramente uno dei festival musicali più importanti che esistano. Nei suoi 24 anni di vita, infatti, lo Sziget ha visto la partecipazione degli artisti più famosi del mondo, di tutti i generi e di qualsiasi provenienza, dando modo anche a musicisti meno noti di farsi conoscere e di salire alla ribalta. Ma ciò che più impressiona sono i numeri del pubblico: nella scorsa edizione è stato registrato l’accesso di quasi mezzo milione di persone, molte delle quali sono rimaste sull’isola per l’intera settimana di programmazione.

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La bussola punta a Nord-Est: attraverso i Paesi Baltici

Questo viaggio risale a cinque anni fa, per la precisione all’aprile del 2012. Per entrambi era la prima volta che facevamo un viaggio in cui non saremmo rimasti sempre nel solito posto, ma al contrario in cui avremmo toccato città e addirittura Stati diversi. L’idea di doverci spostare, prendere i nostri zaini ed un mezzo di trasporto per riuscirne diverse ore dopo dovendo raggiungere un nuovo ostello ci riempiva di stimoli che giungevano a noi all’idea di nutrirci di nuove immagini e nuovi posti da scoprire.
Nonostante si tratti sempre di Paesi all’interno del continente europeo, con tutto ciò che ne consegue, abbiamo notato molte differenze rispetto all’ambiente in cui viviamo. La storia di questi popoli, rimasti quasi sempre in disparte come in tutti i Paesi nordici, ed il clima rigido hanno fatto sì che la loro identità assumesse caratteristiche introverse, maturando uno stile di vita riservato che si riflette nell’atmosfera che si respira. Allo stesso tempo abbiamo potuto apprezzare una certa vivacità nell’architettura e nei colori delle città, con case dalle facciate variopinte, lontane dallo stile minimale e spento dell’edilizia sovietica che accomuna l’Europa orientale. Siamo lontani anche dal caos, dallo smog e da quello stress tipico come conseguenza della frenesia metropolitana.
Ciò che ne è venuto fuori è stato un percorso lungo il quale abbiamo visto quattro diversi Paesi, con città cupe ma affascinanti, con paesaggi innevati dove la natura diventa la protagonista della scena e con volti dai tratti duri come il freddo che avvolge queste terre.

Lorenzo Berti,  Alice Crescioli

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Sulla strada per la Transilvania

Cosa fai quando scopri all’improvviso di avere le ferie e poco tempo per organizzarle? Trovi al volo un fedele compagno di viaggio, vai su skyscanner e clicchi sull’opzione tutto il mondo. Dopo un’accurata comparazione tra prezzi e paesi, ti ritrovi su un aereo diretto a Bucarest, Romania. Senza avere la minima idea di come andrà a finire. Noleggiare una macchina senza carta di credito non è affatto facile come pensavamo, per riuscirci spendiamo la maggior parte dei nostri soldi e ci bloccano l’unica carta di debito che abbiamo, ma va bene così. Da qui comincia il nostro viaggio on the road da Bucarest fino alle terre del temibile conte Dracula, attraversando la tortuosa Transfagarasan, passando per Braşov, Sighişoara e i più sperduti villaggi della Romania, sulla strada per la Transilvania…

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Jacopo Passavanti, Alice Crescioli

Eruzione di pensieri da Stromboli

Mi trovo sull’aliscafo color bianco e blu arrugginito, che da Milazzo, con sosta a Lipari, ci sta portando verso la magica Stromboli’s Island. Un burrascoso temporale in lontananza ha abbagliato le attenzioni dei turisti, mentre le mie riflessioni si immergono nello sciabordare delle onde. Siamo in terra stromboliana, nell’arcipelago delle isole Eolie. L’aliscafo emana un aspro odore salino, e inebria il mio spirito selvaggio, ora pronto all’avventura nella natura incontaminata che ci attende sull’isola. Siamo quasi arrivati, esploro con lo sguardo fuori dal finestrino e noto un piccolo isolotto inabitato con un faro sopra, è lo Strombolicchio: il primo complesso vulcanico di Stromboli.
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Sui mercati portoghesi

Il primo mercato portoghese che ho visitato è uno dei più grandi e caratteristici del paese e si trova a Barcelos, cittadina culla del simbolo della nazione, il gallo. Distante pochi chilometri da Porto, Barcelos offre un centro relativamente piccolo ma ricco di negozietti tipici, ristoranti e bar. Il grande mercato che si svolge ogni giovedì della settimana è meta sia di turisti a caccia di souvenir che di persone del posto, che vi fanno la spesa abitualmente. E’ diviso molto bene tra banchi di frutta, verdura, carne, vestiti, porcellana, utensili di cucina, animali e piante. Al centro è posizionata una fontana che in principio serviva per dare da bere nei giorni della feria sia a persone che ad animali. Fu disegnata nel 1621 ed è costruita in pietra; rappresenta infatti una delle fontane più monumentali del posto. Continua la lettura di Sui mercati portoghesi

Mekong, dove la vita scorreva lenta

Siamo abituati a pensare, al giorno d’oggi, ai fiumi come ad un elemento naturalistico, che impreziosisce la bellezza di un paesaggio rurale oppure quella della cartolina di una città. Raramente, però, pensando ad un fiume ci viene da riflettere sul ruolo vitale che essi ricoprono e sull’importanza che hanno avuto per la vita di intere popolazioni. Intorno ai fiumi hanno iniziato a nascere e prosperare le prime civiltà e le prime città hanno preso forma appoggiandosi proprio alle rive di un corso d’acqua, la fonte primaria per la vita. L’archè, ossia il “principio”, la definiva Talete. Non potendosene privare l’essere umano ha cercato di far sì che gli fosse sempre accessibile e per questo si può dire che sulle rive dei mari e su quelle dei fiumi si è svolta gran parte della storia umana. Continua la lettura di Mekong, dove la vita scorreva lenta