NDSM Wharf, l’ex area industriale riconvertita interamente all’arte

Mi lascio alle spalle il centro della città di Amsterdam per andare a visitare il quartiere alternativo di NDSM Wharf, uno dei più singolari e piacevoli, data la sua recente riqualificazione urbana. Si trova ad Amsterdam Nord in una vasta area tutta da esplorare. Negli ultimi anni da vecchia fabbrica in disuso si è trasformato in un fantastico punto di ritrovo sociale, ma soprattutto in un vero e proprio laboratorio culturale e artistico.

Consuetudine contemporanea ormai quella di smantellare aree un tempo destinate alla produzione industriale: tutte le grandi città europee hanno subito un’espansione dei loro centri urbani che ha portato a una riqualificazione delle stesse, con progetti basati sulla sostenibilità e sulla qualità della vita. In quest’area di Amsterdam c’è stata una pulizia di quelli che erano gli stabilimenti di produzione di cantieri navali. Dopo la gloriosa era della costruzione navale olandese, gli edifici vuoti furono occupati negli anni ’80. Nessun capannone è stato distrutto però: anzi, le facciate in laterizio sono divenute disegni a cielo aperto su cui raccontare la storia. Gli interni dei capannoni sono stati ripuliti, eliminando tutti i macchinari che un tempo erano utili per la costruzione di imbarcazioni. Queste “scatole”, svuotate, sono state successivamente affidate a gruppi e associazioni artistiche, a privati e a liberi professionisti, che al loro interno hanno organizzato uno spazio attrezzato per la professione. I nomadi, gli artigiani e gli artisti della città hanno trasformato il molo NDSM in un terreno fertile per il talento creativo, riutilizzando molti dei vecchi edifici che erano in uso per la costruzione di grandi navi. Si sono uniti chiamandosi Fondazione Kinetisch Noord. Al consiglio comunale piace l’idea di questo nuovo cosiddetto “broedplaats” (“spazi di riproduzione”). Kinetisch Noord ora riceve sussidi dal consiglio comunale di Amsterdam per sviluppare ulteriormente l’area e sfruttare la grande darsena, l’enorme terreno esterno e le rampe.

Per cominciare, a NDSM si arriva via fiume, attraversando l’IJ con un traghetto gratuito che parte dalla stazione centrale e che dura più o meno 15 minuti. Ciò che mi colpisce sono i flussi di persone che salgono e scendono, che si disperdono nel quartiere con la loro fretta o che prendono il traghetto di ritorno, per arrivare alla stazione centrale. E non importa se a piedi, in bici, o in motorino, col cane al guinzaglio: su quel traghetto si incontreranno i tanti volti di Amsterdam. Si scende sulla banchina attrezzata e ci si ritrova a ridosso di primi capannoni in cui sono state ricavate attività dedite alla ristorazione. Oggi, infatti, l’ex cantiere navale di NSDM è diventato anche l’area perfetta per rilassarsi, mangiare, esplorare e anche ballare tutta la notte, grazie alla presenza di club notturni.

Noto un dettaglio non indifferente al mio arrivo: la pavimentazione non è nuova, come ci si aspetterebbe da una riqualificazione totale del posto, ma è la stessa che veniva utilizzata prima del processo di deindustrializzazione. Non sorprende se si troveranno delle buche o degli spazi rimangiati dalla vegetazione: tutto contribuisce a rendere il quartiere affascinante, in un mix fra abbandono e rigenerazione.

L’IJ-Kantine è il primo edificio che vedo perché situato proprio accanto alle banchine del traghetto NDSM. Ora è un bar e ristorante ma un tempo ospitava gli uffici e la mensa degli ex dipendenti di NDSM, dove amavano incontrarsi per bere e giocare a carte.

Mi trovo davanti ad una scritta “Sexyland”: si tratta di un progetto artistico nato proprio qui a NDSM Amsterdam. La club house in legno offre l’opportunità di organizzare le proprie esibizioni o feste. Ogni giorno dell’anno qualcun altro “possiede” il club. Le serate al club house vanno da live sessions di poesia, distribuzione di dischi, giochi di società e eventi sportivi.

Rimango affascinata dal Pllek: si trova sul lungomare NDSM di Amsterdam, offrendo una vista mozzafiato sulle acque IJ. È più di un caffè e di un ristorante con una grande terrazza esterna; infatti in estate, puoi immergerti nell’acqua e il posto diventa una delle spiagge della città.

Pllek (plek significa spot o “luogo” in olandese) si adatta davvero al vecchio cantiere navale. Il posto è costituito da vecchi contenitori di navi combinati con grandi quantità di vetro, quindi anche nei mesi invernali ti senti come se stessi all’aperto.

Su uno dei primi capannoni attira la mia attenzione l’installazione dedicata ad Anne Frank, la bambina di Amsterdam morta in un campo di concentramento, famosa per il suo diario. La texture con cui è stata raffigurata colpisce l’immaginazione dello spettatore. Al suo fianco tanti altri murales invadono gli spazi tra i capannoni: c’è un enorme cortile in cui sono ancora parcheggiati container in ferro abbandonati. Anch’essi sono stati presi d’assalto dai writer professionisti, i quali impartiscono lezioni private ad apprendisti street artist provenienti da tutta Europa. Ogni murale ha un significato, a volte difficile da interpretare.

La testimonianza di questo affascinante quartiere dalla cornice post-industriale dimostra come l’arte possa recuperare spazi e farli propri: una risposta diversa rispetto a quelle città del futuro, con i loro quartieri “freddi”, dove il grattacielo sostituisce il capannone.

Proprio quando sto cominciando ad addentrarmi nell’anima di questo luogo, guardo l’orologio e purtroppo è arrivato il momento di tornare sull’altra sponda. L’ultimo traghetto della giornata sta arrivando.. Prometto di ritornare presto a NDSM Wharf!

Isabella Pugliese

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