Marocco: introspezione di un viaggio

La stanchezza del giorno scivola via innanzi alle meraviglie affascinanti del Marocco.  Stregata dalla naturalezza di quella caotica realtà immergo la mia incoscienza dentro nuovi orizzonti. Siamo sul tetto di un Riad a Fès,  riesco solo ad apprezzare la Medina distesa sotto i nostri occhi lucenti mentre le parole sfumano e dentro di me nascono le illusioni.  Mi sorprende la tenerezza di una carezza d’aprile in una terra lontana. Vorrei gridare di vivere intenso il tempo che scorre, rincorrere quella dolcezza senza farla mai finire.

Le bertucce della Foresta dei Cedri – Marocco

Marocco è la pianura che cela e nasconde, la montagna che porta la speranza, ansima ricchezze e vitalità, e il deserto che non si da pace nel movimento. Quante storie raccontano le strade delle città, in lingua a me ignota, raccolte intorno al gremire degli abitanti, che con passo deciso e senza scrupolo si avvicinano. Mi sento immersa nella  corrente e ogni tanto, con bruschi risvegli affannati realizzo che anche io sto correndo in ogni dove, distante per la cultura che mi appartiene alla totale comprensione della realtà del posto. Camminiamo insieme per le strade di Marrakech, ogni angolo regala profumi di spezie e di piante aromatiche, e nella confusione dei mercati assembliamo fotografie di pensieri da riordinare. Sembra correre la vita nelle piazze, tra insistenti contrattazioni e infinite squisite proposte alla sazietà dei nostri corpi. Il thè alla menta è la giusta pausa per ricaricare la voglia di sorprendersi dopo lunghe passeggiate, e tutte le volte che lo sorseggio provo piccole sprizzanti gioie ispiratrici che allungano la profondità del rilassamento ricercato.

On the top, direzione deserto – Marocco
Cammelli tra le dune – Deserto del Sahara, Marocco

Il deserto lascia il tempo per ritrovare noi stessi, la sabbia dorata intorno a noi e l’andamento del camello, nella lentezza e arcaicità della natura che ci circonda, sembra appartenere alla realtà di un sogno. Qui viaggiano corpi che  ricercano di respirare l’ebrezza di una riconoscenza per un tempo che ancora ci appartiene. Mi domando come potrei sopravvivere in queste terre, farmi guidare dalle stelle nell’oscurità, e riesco piano piano a percepire l’importanza della lentezza.

Berbero e cammello al tramonto – Deserto del Sahara, Marocco

In una notte senza luna faceva eco il silenzio, sprofondo nella sabbia e mi lascio guidare dal berbero e dalle stelle e mi rispecchio nel cammino senza avere paura. Perdo la percezione del tempo, mentre respiro la freschezza di emozionarmi nel perdere lo sguardo per ciò che non vedo intorno a me. Il superfluo scompare così tra le dune, e nel condividere il percorso insieme solo l’essenziale sussiste. Arrivati sulla cima della duna, osserviamo le città in lontananza da una parte, e il profilo delle dune nel buio dall’altra. Talvolta scorgiamo qualche luce di un fuoco acceso per riscaldare o per comunicare nel Sahara.
Inizia però dal deserto il mio metaforico annegamento relativo al ruolo che gli animali svolgono per questo paese. Il Cammello, come mezzo di trasporto e comunicazione, è una rivoluzione per gli abitanti del deserto. Gli animali qui sono da considerarsi sacri per il ruolo che svolgono nell’economia. Nelle zone rurali l’attività agricola e l’allevamento sembrano rappresentare i principali settori di sussistenza degli abitanti. Senza gli animali non ci sarebbe lo scambio, l’autosufficienza alimentare e il lavoro. Dalla scimmia nella foresta di Cedri, alle capre da Argan, ai cammelli nel deserto, l’animale è unicamente considerato per il suo mero valore economico.

Tradizione e modernità, turismo nella città sacra – Chefchaouen, Marocco

Ispirati dalla storia della città blu, ci dirigiamo a Chefchaouen. La città viene fondata dagli arabi nel 1471 e fino agli inizi del 1900 rimane isolata dagli stranieri. E’ verso gli anni 30 che i molti ebrei accolti nella città iniziano a dipingere le mura di azzurro, celeste e blu, creando una magia accogliente e paradisiaca. Quel blu rappresenta per la cultura ebraica un grande significato di vicinanza al cielo e al paradiso,  oltre a determinare una differenziazione dal tipico colore verde arabo. La storia della città che si riflette nei suoi colori, e tutt’intorno a noi, le montagne del Rif, trasmettono con forza silente una grande armonia, che si esprime con la tranquillità e la gioia.

Nel pianto degli asinelli in vendita – Rissani, Marocco
A spasso con gli animali – Ouarzazate, Marocco

Ritornando a Fès, punto di arrivo e di ritorno verso l’Italia, sento gli occhi pieni di immagini memorizzate che non hanno trovato conclusioni ragionate, lo sguardo così pieno di sensazioni, di momenti, di incomprensioni, è appesantito dalla continua curiosità di sbirciare in ogni angolo, nel tempo che ci rimane da passare in terra marocchina.

Vestiti da lavare sulle sponde del fiume Ounila – Ait Ben Haddou, Marocco

 

 

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Zoe Guerrini

 

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